Gianfranco Pannone

fatti e misfatti di un documentarista per caso

Chi sono

Utente: gfpannone
Nome: Gianfranco Pannone
Nella vita faccio il regista, in particolare realizzo documentari con uno sguardo personale. Credo nel cinema d'autore, ma a patto che comunichi con un pubblico abbastanza vasto. Un'utopia? Non penso. E' possibile coniugare uno sguardo personale sul mondo con la voglia di comunicare. Insegno Cinematografia documentaria al Dams di Roma 3 e sono responsabile del corso di regia del documentario alla Act (Accademia del cinema e della televisione) di Cinecittà. Curo la rubrica Docbox sulla rivista online www.ildocumentario.it

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giovedì, 17 luglio 2008

Il sol dell'avvenire evento speciale a Locarno

Mi fa piacere segnalarvi che Il sol dell'avvenire, film documentario prodotto dalla Blue Film, che ho ideato, scritto e realizzato con Giovanni Fasanella e di cui firmo la regia, sarà presentato  come Evento speciale nella sezione Ici et ailleurs al Festival del cinema di Locarno. Il film, liberamente tratto da Che cosa sono le Br, di G. Fasanella e A. Franceschini, racconta l'esperienza dell'Appartamento a Reggio Emilia, la comune sessantottina da cui uscirono una decina di brigatisti rossi, tra i quali lo stesso Franceschini, Tonino Loris Paroli, Roberto Ognibene, Prospero Gallinari, Roberto Azzolini. I primi tre brigatisti sopra citati, sono protagonisti del film insieme ad altri "ragazzi" di quegli anni, che all'ultimo momento decisero di non passare alla lotta armata e che oggi sono esponenti politici e sindacali. Il sol dell'avvenire si avvale anche delle preziose testimonianze di Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli trucidati dai nazifascisti, e di Corrado Corghi, esponente dell'area cattolica del dissenso, che nel 1968 uscì dalla Dc, causa la questione del Vietnam, per diventare di lì a un anno quasi inconsapevole punto di riferimento per alcuni ragazzi dell'Appartamento.

Non è stato facile fare questo film, anche perché qualcuno (sia a destra che a sinistra) avrebbe voluto che non lo si facesse. Fatto sta che ci abbiamo messo circa due anni per ralizzarlo ed io ne sono molto orgoglioso. Prima di tutto perché credo che fosse necessario fare un po' di conti in famiglia (beninteso, politica); in secondo luogo perché montarlo (con Erika Manoni) è stato molto faticoso ma stimolante (grazie Erika!).  Per quanto mi riguarda, lo considero il mio film documentario più complesso. Giudicherete voi, spero in tempi abbastanza brevi.  

Intanto, per chi vuol vederne un assaggio, basta andare su You tube e cliccare Il sol dell'avvenire. Qualcos'altro lo potete trovare sul sito di Giovanni Fasanella, La storia nascosta, su Dagospia e, per chi ce l'ha ancora a casa, sul numero del Venerdì di Repubblica della settimana scorsa.  A ognuno di voi buona visione e buona lettura! E infine un grazie di cuore a tutti quelli che hanno reso possibile la realizzazione della mia ultima fatica, a cominciare dai pazienti produttori, Bruno Tribbioli e Alessandro Bonifazi, per continuare con Marco Carosi, direttore della fotografia, Tommaso Valente (un nome una garanzia!), aiuto regista, Angelo Bonanni, fonico di presa diretta; e poi Antonio Covato e Alessandro Latrofa (che ha disegnato anche la bellissima locandina), gli Offlaga Disco pax, che dividono le musiche del film con il prezioso Rudy Gnutti. Infine, non dimenticando Adelmo, Paolo (Poldo), Roberto, Loris Tonino, Annibale, Alberto, il Pof. Corghi, Peppino Catellani dell'Anpi di Reggio Emilia , gli amici dell'Istoreco di Reggio e del ristorante di Costaferrata, senza i quali Il sol dell'avvenire non ci sarebbe mai stato. E poi il Ministero dei beni culturali che (seppure a fatica, tre sedute di valutazione abbiamo passato!) ci ha dato il fondo necessario a fare il film. Ho dimenticato qualcuno? Certo, Giovanni Fasanella, che mi ha insegnato tante cose e sua moglie Daniela, che sopporta da anni. E poi Ilde, Tarek, Marco, Mario, Vittorio De Seta, i miei fratelli Giuseppe e Paolo e mammà, che è stata tra i primi ad apprezzare il film (ogni scarrafone è bello a mamma sua...). Se qualcuno è rimasto fuori chiedo scusa anticipatamente.

postato da: gfpannone alle ore 21:53 | link | commenti (7)
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Commenti
#1   07 Agosto 2008 - 18:21
 
Complimenti per il progetto, per l'impegno e il coraggio; arriveranno presto attacchi da destra e da sinistra, si leveranno le voci di chi preferisce il silenzio al dibattito, l'ignoranza alla ricerca; ti anticipo la mia solidarietà.
Un abbraccio da un documentarista inesperto, Mirko.



utente anonimo

#2   13 Agosto 2008 - 00:28
 
Buona previsione: gli attacchi sono già arrivati. Cmq il film è molto bello. Io ero a Locarno e ne ho parlato qui:

http://www.ilprimoamore.com/testo_1008.html

Complimenti

Teo Lorini
utente anonimo

#3   13 Agosto 2008 - 02:19
 

Non ho ancora visto il film -ma ho sentito oggi l'ignobile tritacarne a cui sei stato sottoposto nella trasmissione 'A viva voce' di Radio 24: in ogni caso, la più viva solidarietà.

Mario Antomelli
utente anonimo

#4   16 Agosto 2008 - 17:33
 
vai gianfrà, siamo tutti con te

ciro pellegrino
utente anonimo

#5   19 Agosto 2008 - 21:10
 
Caro "documentarista per caso" complimenti a te e Giovanni Fasanella per l'opera - consentimi - coraggiosa e doverosa che avete realizzato. Mi nutro di cronache e dalla lettura dei quotidiani (i tg nazionali praticamente l'hanno censurata) rilevo che "Il sol dell'avvenire" ha colto nel segno... mostrando i nervi scoperti di un paese in crisi, mutato geneticamente e pericolosamente deragliato in un conformismo di gomma...Forse la vera crisi identitaria della sinistra - a mio avviso - è disconoscere la sua memoria, aver sradicato le radici, polverizzato il concetto gramsciano del sedimento esperenziale...una élite trasformista che nel brodo dell'autoreferenzialità tenta un disperato autoconservismo...un nascondimento dietro sigle e fusioni liquide e gassose per sfuggire all'oggetività olistica della propria evoluzione storica opaca...Un dimenarsi trasformistico che tocca l'apice (è uno dei tanti esempi) proprio nella figura smemorata del ministro Bondi e dei tanti yes man annidati nel sottobosco statale...E' un "gioco" di rifrazioni, di immagini distorcenti che alla fine hanno annullato e sterilizzato una sensibilità politica e di rappresentanza di un pezzo del paese...(proprio ora ci si accorge che sta morendo l'opinione pubblica!!!). Caro Gianfranco - ho scritto questo breve ma sentito commento - per farti sentire la mia vicinanza e ammirazione per aver gettato il tuo "sguardo laterale" e scomodo documentando fatti che incautamente e frettolosamente sono stati superficialmente archiviati.

Un abbraccio, Arnaldo Capezzuto
utente anonimo

#6   17 Aprile 2009 - 08:38
 
Film toccante, a parte il tema molto "scottante" affrontato con tenerezza e sensibilità, ho aprrezzato molto la colonna sonora, la fotografia e il montaggio, che lo hanno reso qualcosa di diverso da un semplice documentario. Complimenti.
utente anonimo

#7   27 Aprile 2009 - 15:18
 
Ti ringrazio per aver creato questo documentario e rinfgraziando tè, ringrazio tutti quelli presenti e non nel video.
Ringrazio tutti per aver documentato la storia come difficilmente si potrebbe fare, non so se sarà legale o meno, ma divulgherò il documentario, tra amici, conoscenti e parenti tramite visioni "cineforum". Vi ringrazio di cuore, rosso...

lubroservice2007@libero.it
utente anonimo

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